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Oggi, lunedì 11 giugno 2007, pago 5 euro alla biglietteria e una gentile signora mi consente l’accesso alle Terme Tettuccio di Montecatini. Ho già scattato, dall’esterno, almeno 20 photo di ogni particolare ma la maestosità dell’interno mi coglie impreparata.

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Penso di essere già stata qui, ma non ricordo quando né con chi così mi riservo di domandarlo a mia madre, lei lo sa di sicuro.
Vago tra le colonne, un po’ sfiorandole, un po’ osservandole attraverso l’obiettivo.
Mi lascio colpire dalla brezza, dalla musica di un quartetto elegante che suona Carosone, dal costante gorgogliare di acqua e dal profumo di fiori freschi.


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Sto col naso all’insù per decine di minuti, attratta da cumuli candidi e da vetri bell’epoque e davvero non so bene come rendere la maestà delle Terme di Montecatini attraverso una banale fotografia.
Lo spazio mi stordisce, le simmetrie e le circolarità mi ingannano e da banale giornata di lavoro, questo magico luogo di storia trasforma il pomeriggio in “benessere”. Rallento la mia corsa e passeggio, respiro, osservo e per qualche minuto mi stacco dal mio strumento per percepire le cose come sono, senza filtri. Mi incanto dinanzi alle decorazioni a mattonella poste sopra le vasche della
Galleria delle Bibite, quasi ne facessi parte. La bellezza di quei volti è sorprendente, la realizzazione rara. Inquadro ma la ceramica riflette la splendida luce di oggi, come se desiderasse solo l’occhio discreto di un osservatore in carne e ossa.


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Mi dirigo al bar per un caffè e anche qui, malgrado l’ambiente caldo di legni italiani, lo sguardo sale su verso il soffitto affrescato. Sotto il colonnato, larghe e comode poltrone bianche si susseguono senza apparente geometria, invitandomi a sedere e a prestare attenzione al gruppo musicale.
Il pianista è piuttosto bravo, ma la mia momentanea attenzione vola via come l’Airone verso le chicas del giardino e lungo le fresche ombre del parco.


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Mi sento una Regina, sofisticata e soave, inserita in uno scenario da favola.

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Ma il cellulare suona, la macchina fotografica si spegne e ogni cosa mi riporta alla dura realtà in cui nulla mi fa sentire una regina, specie mia madre. Approfitto della telefonata e le chiedo se siamo mai stati a Montecatini Terme. No, mai.