SAN
MARINO BEN-ESSERE
E’ così che ci si sente, lievemente sfiorati dalla brezza di primavera,
a passeggio lungo la storia.
Immagini che in pianura, d’estate, soffriresti per la cappa umida
e l’afa insopportabile,
immagini di scoprire il cielo luminoso quando, poco più sotto, nebbia,
immagini una pioggia scrosciante correre giù…
talvolta la nebbia lambisce, come un pizzo soffice,
le erte terre della Piccola Repubblica,
ma sai già che se ne va con il primo alito,
lo stesso che entra nei polmoni quando percorri con calma,
quasi rapito dai mille scorci,
i percorsi, i sentieri, le scalinate, i camminamenti a 700 metri, e oltre, sul mare.
Ci si sente calati in un altro periodo storico,
vagamente vassalli di un impero di nove manieri
a dominio di un territorio strategico.
Ci si sente come Marino, desiderosi di fuggire per rifugiarsi a Titano.
Una vicenda quasi fantasy, medievale e coraggiosa come le chançon de geste.
Gualdicciolo, Ventoso, Acquaviva rimandano a una storia ricca millenni,
a sagre di paese, gare di balestrieri difensori della patria, palii.
Con il rullo di tamburi nel cuore, vibrante, intravedi figuranti, cortei pittoreschi, vessilli variopinti, giochi di bandiere,
e non ti sovviene il periodo storico, non capisci chi sei, quando “sei”.
Musici, teatranti, giocolieri, saltimbanchi e… streghe
continua...